categoria:letteratura, lotta, il foglio, houellebecq, carla bruni
Si leggono annunci e pubblicità di mirabolanti scuole di scrittura.
Paghi e diventi uno scrittore, questo è il patto.
Un po' tipo le scuole per veline. .
Salvo che non c'e' un silicone artistico per aggiungere quello che non si ha..
Per chi vuole scrivere, meglio darsi alla lettura. Ovviamente di Céline.
Lesson number 1
Céline usava la metafora del bastone spezzato immerso nell'acqua.
Se voglio far apparire diritto un bastone immerso nell'acqua lo devo spezzare, perché l'acqua distorce l'immagine.
Allo stesso modo, se lo scrittore vuole riprodurre il linguaggio popolare, deve modificarlo, al fine di compensare la distorsione creata dalla lettura.
Lo scrittore deve quindi essere "sgrammaticato", ma in modo cosciente.
Questo era il genio Céline...
Ma provate ad andare in una libreria a cercare i suoi libri... Troverete ben poco...
Senza togliere niente a Viaggio al termine della notte, capolavoro indiscusso cantato anche dai Doors, consiglio vivamente la lettura di Morte a Credito.
La più grande scuola di scrittura che si possa immaginare.
Per una seria riflessione sulla sconfitta di tutte le forze di sinistra, consiglio di analizzare in modo serio e profondo i perché del voto operaio alla Lega Nord.
E consiglio di farlo rispettando questa scelta, senza preconcetti.
Personalmente credo che gli operai, con questo voto, abbiano capito cose che gli intellettuali della sinistra arcobaleno e del partito socialista non hanno pienamente compreso.
Stato sociale e lotta al precariato, senza controllo dell'immigrazione e della concorrenza internazionale, sono parole vuote.
Questo hanno capito gli operai, che certo preferirebbero una sinistra attenta ai loro concreti bisogni, senza luoghi comuni da salotto.
Abbandonati, non gli è rimasta che la Lega.
Bisogna ripartire da qui, imparado la lezione.
Per comprendere la realtà, per ampliare i propri orizzonti morali.
Una nuova categoria del pensiero, che rende tutto chiaro ed accecante, come un flash improvviso.
Per tutti coloro che vogliono un po' di informazione laica in questa Italia desolante, segnalo:
Mi risponde Enrico Boselli sul suo blog che la ricetta sarebbe necessaria per tutelare la salute delle donne.
Ora, la situazione negli altri paesi è un po' diversa.
La pillola del giorno dopo è disponibile SENZA RICETTA in Francia e nei seguenti paesi:
Stati Uniti (FARMACO DA BANCO), Svizzera, Regno Unito, Sudafrica, Albania, Algeria, Belgio, Canada (Québec), Cile, Danimarca, Finlandia, Grecia, Israele, Messico, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo e Svezia.
Negli Usa la vendono nei supermercati !!!
Questi paesi attentano alla salute delle donne?
Segnalo il sito www.pattolaico.com, dove si puo' sottoscrivere un patto a favore della laicità dello stato e della società.
In particolare, evidenzio la problematica relativa alla pillola del giorno dopo, la cui scarsa reperibilità rende l'Italia molto simile a paesi come l'Iran.
La pillola del giorno dopo deve essere fornita in farmacia senza ricetta.
La ricetta è solo un'inutile ed ipocrita formalità burocratica, che ostacola la diffusione di questo contraccettivo, che puo' risolvere, se preso in breve tempo, il problema dell'aborto e portare verso una definitiva liberazione sessuale.
Lo scorso anno mi sono occupato del lavoro di Craig Venter sugli organismi sintetici.
Per chi fosse interessato, c'e' un aggiornamento risalente a fine gennaio,
http://www.jcvi.org/cms/research/projects/synthetic-bacterial-genome/press-release/
Invito i visitatori di questo blog alla lettura del romanzo filosofico commentato "disegno indifferente".
E' scaricabile gratuitamente a questo link:
www.geocities.com/leonardodeirossi/disegnoindifferente.pdf
saluti,
leonardo
Il problema è che ora sento un devastante senso di solitudine. Credo, che su certe questioni non si dovrebbe mai essere sinceri, perché le belve sono ovunque e se ne puo’ finire sbranati in un istante. Ma la confessione di quel dato profondo, intimo, di assoluta, disperata desolazione che prova ogni essere umano in rapporto ai suoi simili e all’immensità del cosmo è, paradossalmente,l’unico modo in cui un individuo puo’ sinceramente iniziare sul serio a relazionarsi con gli altri.
Quindi, compagni di cammino, eccomi qui, per la prima volta, nudo, di fronte a voi. Disadorno, privo di ogni fronzolo politico, di ogni orpello per l’ego.
Abbiamo tutti alzato gli occhi al cielo, talvolta, e ci è apparso un cosmo smisurato.
Abbiamo guardato l’umanità, e la vista di questo formicaio ha confermato il nostro senso di inutilità.
Ora, io vi dico, che se riconosciamo il nostro essere soli, se comprendiamo lo stato di abbandono, la frustrazione di essere piccoli, instabili, inutili, insignificanti, se ci spogliamo di ogni menzogna e sputiamo questa cruda verità allora noi non siamo più uomini.
Siamo il cosmo stesso.