commenti recenti
archivio
categorie
partecipano
bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
counter
visitato *loading* volte
martedì, 06 maggio 2008

Michele Fabbri scrive:

#1   05 Maggio 2008 - 19:54
 
Nel mio blog c'è un post dedicato al sublime visionario francese nel quale ho recensito un libro sulle traduzioni itaiane di Céline
Ho letto la recensione, mi sembra di ottimo livello. Concordo sul fatto che molti dei commenti a "viaggio al termine della notte" siano superficiali e dettati solo da simpatie ideologiche. L'aspetto strettamente politico dell'opera è secondario rispetto al grande quadro della condizione dell'uomo moderno che vi si dipinge.
Interessante l'analisi dei problemi di traduzione.
Effettivamente il rivoluzionario uso del linguaggio di Céline rende veramente ardua l'opera di traduzione e trasforma la stessa in una nuova creazione artistica.
Morte a Credito è per me l'opera più bella di Céline, anche Rigodon (non citato nella critica) è interessante dal punto di vista della struttura narrativa.
Per quanto riguarda i libelli antisemiti, si tratta certamente di opere da esecrare dal punto di vista contenutistico, ma che devono essere prese in considerazione al fine dell'analisi del carattere dell'autore.
La grande umanità di Céline, espressa magistralmente in morte a credito, si manifesta anche in queste sue terribili e pur-troppo umane debolezze.
vi invito a visitare il sito dell'autore:
Leonardo
postato da: leodeirossi alle ore 18:53 | Permalink | commenti
categoria:cultura, arte, céline
venerdì, 14 marzo 2008

La letteratura non interessa, è un dato di fatto.

Guardate quanti commenti ci sono sui siti legati al più grande scrittore contemporaneo, Michel Houellebecq...

http://www.oragora.com/cgi/forum10024.cgi

http://www.lapossibiliteduneile-lefilm.com/

....

praticamente sono uno dei pochi che scrive, che cerca di entrare in contatto con quello che in molti definiscono "il profeta" del nuovo millennio.

La stupidità di cui sono impregnati certi pseudointellettuali ha marginalizzato questo genio della letteratura e della filosofia. Ma SE veramente si ama l'arte, SE si cerca la verità, cosa conta l'opinione di una casta di boriosi ?

La verità è che dell'Arte, della letteratura, non frega niente a nessuno. Conta leggere quello che leggono tutti, o per lo meno quello che si legge "in un certo ambiente".

E' chiaro, il film de "la possibilità di un'isola" non suscita alcun interesse, almeno a giudicare da quanti scrivono sul forum.

e' triste...

quest'epoca è dei mediocri.

Tu continua Michel, i posteri ti comprenderanno.

 

 

 

postato da: leodeirossi alle ore 15:25 | Permalink | commenti
categoria:arte, lotta, houllebecq
venerdì, 25 maggio 2007
----------
da un post anonimo:
 
ciao leonardo...

diciamo che come te non amo questo genere di arte...


da un personaggio come Pete però potevi spettarti un arte stile 400? non credo proprio!

Tutta l'arte ha sempre sconvolto e tutta l'arte continuerà a farlo!

gli impressionisti avevano scandalizzato i loro contemporanei semplicemente non definendo bene le loro figure....
gaugin con il suo cristo giallo,

insomma..

con questo volevo solo dire che è vero, questo tipo di arte se la poteva largamente risparmiare.
Non penso che volesse realmente rappresentare l'insoddisfazione e il disagio. Forse era più un modo di farsi notare... un modo per dire anch'io ci sono a questo mondo.. un po' come Giulio quando tenta il suicidio! è puro e semplice esibizionismo!!

Cosa intendi tu per arte finalizzata al sociale?

l'arte è una cosa troppo personale... è un dare forma e colore a quelli che sono i nostri più intimi sentimenti... naturalmente parlo di quell'arte pura e non contaminata dal consumismo...
non parlo di quell'arte da grandi magazzini che è prodotta in serie per essere venduta a un pubblico alienato che segue solo le mode...

l'arte possiamo renderla sociale, ma non nasce come tale...

-----
il filosofo, ha una responsabilità di tipo sociale. l'artista E' un filosofo, un filosofo che usa l'arma più estrema, quella dell'intuizione.
Non credo all'arte per l'arte.
Una grande arma comporta grandi responsabilità. La nostra società è malata, malata di un male che si chiama sfiducia, sfiducia nell'uomo.
Gli artisti hanno il dovere di ridare fiducia all'umanità.
Gli artisti hanno il dovere di dire che il mondo si può cambiare, e cambiare in meglio.
L'arte è l'intuizione del domani, l'indicazione della nuova via.
L'artista malvagio, che indica vie sbagliate, merita solo disprezzo, perché usa il suo potere in un modo meschino.
quindi sì, puo' esistere un'arte non sociale, ma è un'arte che io disprezzo.
Leonardo
postato da: leodeirossi alle ore 14:58 | Permalink | commenti
categoria:arte
giovedì, 17 maggio 2007

il cantante pete doherty espone quadri dipinti con il proprio sangue.

non è arrivato il momento di finirla con questo genere di arte?

ritorno al tema di "disegno indifferente".

l'arte deve recuperare una dimensione positiva, deve essere orientata al progresso della società.

l'arte che mira solo allo scandalo ha fatto il suo tempo.

la società non si scandalizza più. il mondo è già stanco e disperato.

l'unica vera novità è un'arte che si propone nuovamente finalità sociali.

l'umanità ha bisogno di ritrovare fiducia in se stessa e l'artista ha il compito di indicare la via.

 

postato da: leodeirossi alle ore 18:18 | Permalink | commenti (4)
categoria:arte
siti amici cartolineok.com segnalasito.com la directory aggiungi sito
Google