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domenica, 20 aprile 2008

Per una seria riflessione sulla sconfitta di tutte le forze di sinistra, consiglio di analizzare in modo serio e profondo i perché del voto operaio alla Lega Nord.

E consiglio di farlo rispettando questa scelta, senza preconcetti.

Personalmente credo che gli operai, con questo voto, abbiano capito cose che gli intellettuali della sinistra arcobaleno e del partito socialista non hanno pienamente compreso.

Stato sociale e lotta al precariato, senza controllo dell'immigrazione e della concorrenza internazionale, sono parole vuote.

Questo hanno capito gli operai, che certo preferirebbero una sinistra attenta ai loro concreti bisogni, senza luoghi comuni da salotto.

Abbandonati,  non gli è rimasta che la Lega.

Bisogna ripartire da qui, imparado la lezione.

 

postato da: leodeirossi alle ore 18:19 | Permalink | commenti (2)
categoria:voto, lega, socialisti, socialismo, bertinotti, boselli, operai
martedì, 01 aprile 2008

Fausto Bertinotti ha giustamente notato, nella giornata odierna che, sebbene Socialisti e Sinistra Arcobaleno abbiano posizioni simili su questioni quali la laicità dello stato e i diritti civili, rimangono differenze sostanziali sulle questioni di politica economica.

Cio' nonostante, ha auspicato un cammino verso l'unità socialista.

Vecchia storia, certo. Ma anche buona occasione per riflettere sugli errori di entrambe le formazioni.

Certamente conforme allo spirito socialista è la lotta per la laicità dello stato e i diritti civili.

In materia economica, gli errori della Sinistra Arcobaleno non si contano, in quanto la stessa pretende che si possa "superare il capitalismo", e pretende pure che a farlo possa essere un singolo stato come l'Italia, al punto di farne un proprio progetto elettorale.

Pura "fantasia al potere".

Dall'altro lato, il Psi, partito che io appoggio per queste elezioni, pare schiacciato su una prospettiva di eccessiva accettazione dello stato delle cose, difettando così di una  progettualità, sia  pure in chiave riformista.

Bene, certo, prevedere sostegni economici per i precari. Bene volere gli ammortizzatori previsti dalla legge Biagi. Male, pensare che tali ammortizzatori possano rappresentare la soluzione al problema, male pensare che la flessibilità sia una condizione auspicabile.

Si deve approfondire la questione in entrambe le forze liberandosi da un lato di vecchi pregiudizi ideologici, dall'altro da un vento anglosassone che di sinistra ha ben poco.

Quindi, ben venga il "welfare incentrato sul lavoratore", ma sia accompagnato da una lotta per la stabilizzazione del sistema economico, e di conseguenza del posto di lavoro. Si ricordi che certe dottrine economiche sono nate negli anni novanta, periodi di grande crescita economica, periodi ormai passati.

La ciclicità turbolenta dettata dalla globalizzazione, lo si ricordi, puo' diventare insostenibile nei periodi di massima crisi.

E a quel punto, non c'e' welfare blairiano che tenga. Meglio prevenire, magari regolando i sistemi economici.

 

postato da: leodeirossi alle ore 21:02 | Permalink | commenti (1)
categoria:socialismo, bertinotti, boselli
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