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martedì, 06 maggio 2008

Michele Fabbri scrive:

#1   05 Maggio 2008 - 19:54
 
Nel mio blog c'è un post dedicato al sublime visionario francese nel quale ho recensito un libro sulle traduzioni itaiane di Céline
Ho letto la recensione, mi sembra di ottimo livello. Concordo sul fatto che molti dei commenti a "viaggio al termine della notte" siano superficiali e dettati solo da simpatie ideologiche. L'aspetto strettamente politico dell'opera è secondario rispetto al grande quadro della condizione dell'uomo moderno che vi si dipinge.
Interessante l'analisi dei problemi di traduzione.
Effettivamente il rivoluzionario uso del linguaggio di Céline rende veramente ardua l'opera di traduzione e trasforma la stessa in una nuova creazione artistica.
Morte a Credito è per me l'opera più bella di Céline, anche Rigodon (non citato nella critica) è interessante dal punto di vista della struttura narrativa.
Per quanto riguarda i libelli antisemiti, si tratta certamente di opere da esecrare dal punto di vista contenutistico, ma che devono essere prese in considerazione al fine dell'analisi del carattere dell'autore.
La grande umanità di Céline, espressa magistralmente in morte a credito, si manifesta anche in queste sue terribili e pur-troppo umane debolezze.
vi invito a visitare il sito dell'autore:
Leonardo
postato da: leodeirossi alle ore 18:53 | Permalink | commenti
categoria:cultura, arte, céline
lunedì, 05 maggio 2008

Piccolo gioco pirotecnico

Alzo gli occhi,

come per errore

E l’immensità del cielo,

subdola,

Si insinua nella mia anima.

Ancora,

Non richiesta

Ma trovata

Come un’amante in fondo non voluta,

Disprezzata.

Cupola falsa di una terra angusta.

E la mia anima ancora si espande

Limitata

nei confini di quello che gli uomini chiamano mondo.

E l’universo intero

piccolo recinto dove ondeggiare

fatica a contenere i miei orizzonti.

Si arrende

confessa

esplode per me.

Piccolo gioco pirotecnico

per un istante di gioia.

 

postato da: leodeirossi alle ore 19:50 | Permalink | commenti
categoria:cultura, poesia, ego
sabato, 19 aprile 2008

Per comprendere la realtà, per ampliare i propri orizzonti morali.

Una nuova categoria del pensiero, che rende tutto chiaro ed accecante, come un flash improvviso.

postato da: leodeirossi alle ore 15:02 | Permalink | commenti
categoria:cultura, etica, disegno indifferente
lunedì, 07 aprile 2008
disegno indifferente

Invito i visitatori di questo blog alla lettura del romanzo filosofico commentato "disegno indifferente".

E' scaricabile gratuitamente a questo link:

www.geocities.com/leonardodeirossi/disegnoindifferente.pdf

saluti,

leonardo

postato da: leodeirossi alle ore 20:54 | Permalink | commenti
categoria:cultura, etica, disegno indifferente
venerdì, 04 aprile 2008
Estratto dal mio ultimo romanzo

Il problema è che ora sento un devastante senso di solitudine. Credo, che su certe questioni non si dovrebbe mai essere sinceri, perché le belve sono ovunque e se ne puo’ finire sbranati in un istante. Ma la confessione di quel dato profondo, intimo, di assoluta, disperata desolazione che prova ogni essere umano in rapporto ai suoi simili e all’immensità del cosmo è, paradossalmente,l’unico modo in cui un individuo puo’ sinceramente iniziare sul serio a relazionarsi con gli altri.

Quindi, compagni di cammino, eccomi qui, per la prima volta, nudo, di fronte a voi. Disadorno, privo di ogni fronzolo politico, di ogni orpello per l’ego.

Abbiamo tutti alzato gli occhi al cielo, talvolta, e ci è apparso un cosmo smisurato.

Abbiamo guardato l’umanità, e la vista di questo formicaio ha confermato il nostro senso di inutilità.

Ora, io vi dico, che se riconosciamo il nostro essere soli, se comprendiamo lo stato di abbandono, la frustrazione di essere piccoli, instabili, inutili, insignificanti, se ci spogliamo di ogni menzogna e sputiamo questa cruda verità allora noi non siamo più uomini.

Siamo il cosmo stesso.

postato da: leodeirossi alle ore 20:49 | Permalink | commenti
categoria:cultura, letteratura, ego
mercoledì, 25 luglio 2007

nella sezione cultura di "repubblica" la scorsa settimana è stato esposto il caso di un romanziere inglese che, stufo di  anni di rifiuti da parte degli editori del suo paese, ha inviato per la valutazione dei capitoli leggermente modificati (nomi dei personaggi etc.) di "orgoglio e pregiudizio".
bene:
su dieci, un solo editore si è accorto del plagio, gli altri non hanno riconosciuto l'opera ed hanno risposto con lettere di rifiuto standard!

orgoglio dello scrittore, o pregiudizio degli editori ?

postato da: leodeirossi alle ore 09:47 | Permalink | commenti
categoria:cultura
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