categoria:letteratura, lotta, il foglio, houellebecq, carla bruni
La letteratura non interessa, è un dato di fatto.
Guardate quanti commenti ci sono sui siti legati al più grande scrittore contemporaneo, Michel Houellebecq...
http://www.oragora.com/cgi/forum10024.cgi
http://www.lapossibiliteduneile-lefilm.com/
....
praticamente sono uno dei pochi che scrive, che cerca di entrare in contatto con quello che in molti definiscono "il profeta" del nuovo millennio.
La stupidità di cui sono impregnati certi pseudointellettuali ha marginalizzato questo genio della letteratura e della filosofia. Ma SE veramente si ama l'arte, SE si cerca la verità, cosa conta l'opinione di una casta di boriosi ?
La verità è che dell'Arte, della letteratura, non frega niente a nessuno. Conta leggere quello che leggono tutti, o per lo meno quello che si legge "in un certo ambiente".
E' chiaro, il film de "la possibilità di un'isola" non suscita alcun interesse, almeno a giudicare da quanti scrivono sul forum.
e' triste...
quest'epoca è dei mediocri.
Tu continua Michel, i posteri ti comprenderanno.
Una ragazza francese domanda quale sia la connessione tra "estensione del dominio della lotta" ed angoscia esistenziale.
Ecco la mia risposta
Parlo solo italiano o, al limite Inglese. Per quanto riguarda "l'angoscia di esistere", non credo che possa essere considerata il tema principale di estensione del dominio della lotta, sebbene tale sentimento possa innestarsi nel lettore.
Il tema principale è "la lotta", ovvero una condizione di scontro in cui, per definizione il più forte annienta il più debole. Tale "lotta", tipica del liberismo, si estende a tutti gli ambiti della vita, compreso quello affettivo e sessuale, portando a nuovi tipi di emarginazione.
In tal senso, può identificarsi un'angoscia di esistere, quale condizione dello sconfitto, in particolare sul piano sessuale.
Tale sconfitta, investendo il lato più intimo della persona, è maggiore di quella dovuta alle precedenti forme di emarginazione conosciute dall'umanità, e numericamente viene a coinvolgere non una minoranza, ma la maggioranza degli individui "deboli".